Gusto creatività ed immaginazione

 

IL “Prima”

Si parla molto della disoccupazione giovanile. E’ ovviamente un dato di fatto, ma oggi vorrei andare controcorrente. Un’ articolo di rottura. Per chi come me è entrato da un bel po’ negli “anta”, non è difficile ricordare che lavorare appena usciti dagli istituti tecnici, liceo o università era comunque difficile.

“Lavorare” nel senso di come si intende oggi… in regola, con busta paga, o come professionista affermato che non ha problemi di clientela. Ed era ancor più difficile creare opportunità. Niente “globalizzazione” per cui, a parte la città in cui vivevi e dove eri conosciuto ( chi più chi meno) il mondo non poteva sapere che esistevi.

Poi, se accettavi, iniziavi a fare il “praticantato” ( mitica parola ) , ossia lavorare gratis per qualche rinnomato studio, a fare le cose che gli altri non volevano fare, e che spesso nulla avevano a che spartire con la tua preparazione scolastico-universitaria.

Ma si sapeva che era così. E lo si accettava, nella speranza di essere notati per impegno/volontà/talento e quindi accedere in maniera “ufficiale” nel mondo del lavoro.

La laurea non basta

Oggi penso non sia proprio vero che tutta la responsabilità sia dei “poteri forti” ma anche da parte dei “piccoli” che pensano di saper tutto perché “mamma università” gli ha insegnato tutto lo scibile .

No. Non la penso così. Bisogna”sapere” nel senso più ampio della parola, aver visto con i propri occhi realtà diverse, aver viaggiato, conosciuto, gustato quello che l’Italia, l’europa il mondo possono dare. Avere “cultura” del lavoro in ogni campo. Aver accettato di lavare i piatti a Londra, piuttosto che i pavimenti a Barcellona o ancora i vetri a Parigi, riempie tutti quei “gap” che l’insegnamento in aula lascia. Immagini, persone, luoghi. Se si ha la sensibilità di immagazzinare tutto nell’hard disk della mente, questi file, uniti al gusto, creatività ed immaginazione, probabilmente creano un “vero professionista”….e non un “professionista di diritto”..

Una azienda deve riuscire ad appoggiarsi a professionisti così…non solo per la “fresca” laurea, per specifica che sia, ma a persone che abbiano “vissuto” il lavoro… forse è anche per questo che si è avuto incremento del lavoro per gli “ultra” … loro sicuramente hanno vissuto.

Insomma, ragazzi, anche se avete un bella laurea a pieni voti, tolti i complimenti senza dubbio dovuti, non sapete ancora tutto…E un bel bagno di umiltà a volte non guasta.